Paladar

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E continuarono ad assaggiare… – tasting panel di Poggio Argentiera – Bucce 2007

Data:25 ottobre 2009

Al Vinitaly di quest’anno ho avuto modo di conoscere personalmente Gianpaolo Paglia e di assaggiare, credo, una delle prime bottiglie di Bucce, uvaggio Ansonica 100%.(l’inzolia siciliana)
Premetto che sono del parere che è sempre strano notare come un bucce vino non filtrato e non chiarificato è ritenuto, parimenti, o come uno sfoggio di tecnica oppure come un tentativo di recuperare vecchie tradizioni tipiche.
Credo, invece, che GpP, da sempre legato ai vitigni autoctoni, in questo caso volesse verificare la possibilità di ulteriori sviluppi per l’Ansonica.
Ma veniamo a noi: di aspetto,logicamente, quasi velato si presenta nel bicchiere con un giallo paglierino con decisi riflessi dorati.
Profumi netti, ben definiti, con iniziali sentori di frutta gialla e di erba tagliata.
All’assaggio iniziale presenta una buona alcolicità ma colpisce l’astringenza sul palato derivante dall’abbondante presenza del tannino, ma è poi caldo, morbido, con una discreta vena sapida, minerale.
Alla fine risulta di beva facile,  con un finale ammandorlato ed una discreta persistenza.
Sicuramente un vino da vedere in prospettiva futura, non lunghissima, per verificare eventuali progressi con l’invecchiamento.
A noi è piaciuto in abbinamento con salumi pregiati.

Quello che non avrei voluto mai scrivere…tasting panel di Poggio Argentiera – Principio 2008

Data:15 giugno 2009

Secondo appuntamento con il tasting panel e Poggio Argentiera.
Tocca ad un rosso questa volta, per la precisione al Principio 2008, uvaggio ciliegiolo al 100%.
Beh, qui succede quello che non vorresti mai accadesse…
Ti prepari un classico Hamburger alla piastra, stappi la bottiglia e…
non è come vorresti, o meglio, non è come appare…
Nel bicchiere ti appare di un bel viola-porpora, tipico di un vino giovane, giovanissimo, ma al naso è subito un principio tormento…
E’ appunto giovane, giovanissimo come conferma la ciliegia fragrante che si avverte subito, ma che viene ben presto coperta e soppiantata dall’alcol.
Ma le sorprese non sono finite: si affaccia una nota terrosa che diventa sempre più pronunciata fino ad essere predominante…
In bocca, purtoppo, la sensazione di un vino troppo giovane viene confermata in pieno: l’alcol è massiccio, spiazzante, coprente.
I tannini non sono da meno, troppo aggressivi anche per un vino giovane, che rendono davvero difficile l’identificazione delle note speziate presenti.
Equilibrio assente, purtroppo, e non so se affinando in bottiglia possa essere in grado di virare verso migliori valutazioni…
L’assaggio del giorno dopo? Beh, purtroppo conferma la prima impressione…

Abbiamo iniziato ad assaggiare…tasting panel di Poggio Argentiera – Guazza 2008

Data:10 giugno 2009

Beh, dopo aver lungamente atteso, è arrivato il nostro turno…
Alcuni giorni fa è arrivato l’eccezionale imballo con le sei bottiglie inviateci da Poggio Argentiera
Gianpaolo Paglia, vulcanico producer maremmano, nel corso dell’estate 2008 ha partorito, primo in Italia, questa brillante iniziativa.
Iniziativa che tende a produrre quello che viene chiamato viral marketing, un’evoluzione del passaparola, da cui differisce per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.
Ma bando alle ciance ed ai complimenti, veniamo ai fatti:

CONTENUTO DELL’IMBALLO:

  • Guazza 2008, Ansonica e Vermentino
  • Principio 2008, Ciliegiolo 100%
  • Maremmante 2008, Alicante e Syrah
  • Bellamarsilia 2007, Morellino di Scansano DOCG
  • Finisterre 2005, Syrah, Alicante
  • Bucce 2007, Ansonica 100%

Si tratta di due bianchi e quattro rossi, che ho elencato secondo lo schema mentale che ci eravamo prefissati: partiamo dal bianco facile, immediato e passiamo poi ai rossi base, per finire con i più impegnativi, lasciando il “fuoriserie” Bucce per ultimo.
Che dire, lo schema l’abbiamo seguito, ma l’impresa si è rivelata più ardua del previsto…anche i vini cosiddetti base, hanno presentato qualche, per fortuna, positiva asperità.
Partiamo dal primo assaggio, il Guazza 2008, blend di ansonica (l’inzolia guazza siciliana) e vermentino.
Ligi alle indicazioni di Gianpaolo, non scendiamo particolarmente con la temperatura e lo apriamo per gustarlo con delle alici cotte semplicemente con olio, aglio e prezzemolo.
Alla vista si presenta di colore paglierino scarico,  mentre immediati al naso si presentano i sentori di pesca bianca, con qualche nota erbacea che non riusciamo ad identificare.
In bocca è semplice e complesso allo stesso tempo. Equilibrato, colpisce subito per l’alcolicità corretta, tanto da far dimenticare i 13°.
Semmai non si presenta particolarmente sapido, ma è di bella freschezza, con un netto ritorno della pesca già avvertita al naso.
Un vino già pronto, ma che merita un assaggio ulteriore più avanti.
Ah, l’assaggio del giorno dopo è stata un’autentica sorpresa, i profumi di pesca sono diventati più netti ed al palato è apparso più rotondo e persistente.




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