E’ di colore dorato chiaro quello che ti appare quando lo versi nel bicchiere.
E’ giovane, giustamente nervoso, e forse per questo non evidenzia le note caratteristiche del vitigno. Non ci trovi, in verità, note di frutta tropicale, semmai scorgi la nocciola ed hai ben chiaro il miele.
Ti ritornerà poi nel corso della bevuta, che è all’inizio alcolica e giustamente acida perchè così deve essere, ma che finisce morbida, piena e persistente.
Sì, è la persistenza gustativa a fare di questa bottiglia un’autentica sorpresa: non passerà tempo che sentirai esplodere il frutto in tutta la sua piena e potente rotondità, con note finali che ti riportano al miele dell’iniziale olfattiva…
Questo in sintesi il mio fiano salernitano, 4.000 bottiglie e nulla più, basse rese dai 4+5 nuovi ettari vitati per fiano e aglianico (da cui il Petrale ed il Tecla Madre), una bella scommessa…ed una bella sorpresa…
2 novembre 2009
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