McItaly, Vivace il marketing, meno il panino

boxmc
Innegabile, questi qui non lasciano nulla al caso.
Dubbi? Guardate cosa ho trovato gironzolando in rete, poi mi direte.
Napoli, 4 ottobre. Circa venti ragazzi, vestiti in smoking stile camerieri con tanto di vassoio, vanno in giro per le vie del centro mostrando un facsimile di una lista delle vivande [cit.] con su scritto “Comincia a crederci. L’alta cucina sta arrivando. Dal 5 ottobre 2011”.
Cos’è ‘sta roba? “Marketing non convenzionale”, diverso dai classici sistemi pubblicitari. Per chi avesse fame di sapere, ecco il link al wiki italiano. E basti questo, che qui proviamo a parlare di cibo e vino e non mi sembra per niente il posto per altre cose.
La verità è che poi non sai mai se parlarne o meno, del Mc dico, che, checché ne dicano gli esperti, il vecchio adagio “bene o male, basta che se ne parli” sembra sempre funzionare egregiamente.
Poi, la griffe Gualtiero Marchesi aumenta i tuoi dubbi, anche se puoi sempre decidere di mettere un muro tra te e tutte le questioni eticosofiche di turno, e provare a scrivere solo di cibo, spintosenonaltro dall’adagio ”prima provare poi pallare” [cit.].

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La cucina al tempo di effebì

ragoutsalsiccia

I social mi piacciono fino ad un certo punto, forse perché ad essere troppo social sono io, che spesso al web preferisco l’incontro ravvicinato.
Però del social con la S maiuscola, fazzabù [cit.] per capirci, c’è una cosa che mi fa letteralmente impazzire, perché geniale nella sua ovvietà.
Beh, qualcuno dirà che sto scoprendo l’acqua calda, ma v’assicuro che se mi dovessero chiedere cosa avresti voluto inventare risponderei senza esitazione alcuna: “il tasto mi piace di Facebook”
La tipica occhiata di fretta? clikki su “mi piace”.
In quel momento ti manca l’ispirazione per commentare? ariclikki su “mi piace”.
Vedi una foto, di quelle ben fatte, accattivanti? Più che mai clikki su “mi piace”.
L’altro giorno pensavo che se l’avessero inventato ai tempi del vecchio web tanti siti culinari avrebbero avuto 10/15 commenti ad ogni post, corredati però da quintalate di “mi piace”.
Anch’io non sono sfuggito a questa regola, che la ricetta sul digital diary da qualche tempo non la pubblicavo più, accontentandomi della socialità di effebì, con quel pugnetto di “mi piace” che segue ogni tua presentazione.
Però, come potrà notare chi non avrà, a questo punto, già cambiato pagina, ‘u primmammore non si scorda mai.
Ecco il perché di un post praticamente senza una vera ricetta.
Un classico soffritto (sedanocarotacipolla) appena ammollato nell’evo.
In questa base una salsiccia sbriciolata e poi cotta brevemente con un dito di vino rosato.
Paccheri di Gragnano cotti nell’acqua “sporcata” con una bustina di zafferano.
In tavola, ricoperti da una nuvola di Parmigiano Reggiano.
Ego smisurato, davvero.

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