#Fornovismi – Vini di Vignaioli 2011

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Leggo questi tweet domenica mattina, mentre aspetto la materializzazione nella nebbia milanese dei miei compagni d’avventura, anche loro alla prima volta come me.Si va a Fornovo di Taro, dove da dieci anni si tiene una delle manifestazioni più naif del mondo del vino, caratterizzata dalla presenza pressoché totale di esponenti di quello definito vinoverista.

Ma poi perché andare a Fornovo per una manifestazione che dopotutto si svolge in una tensostruttura, ha gli spazi ridottissimi, dei grossi secchi riciclati (quelli delle pitture murali) come sputacchiere ed è nota per i suoi mini-bicchieri praticamente da chupito? Perché, come tuittava Dan Lerner, l’anima di Fornovo è unica. Si parla, e tanto, con i produttori, gli amici, gli avventori. Si assaggia, e molto, non vini “facili”, anzi certe volte sembra di essere in bici, ed in affanno, come sul Col de Joux Plane, tanto sono estreme le proposte. Si sorride, e con tutti, che la passione per il vino unisce.

Bella manifestazione.Nessun vigneron ti dice che il suo vino è il migliore, il più buono, il più sano.Nessuno parla di viniveri, non senti da nessuna parte pronunciare bioquesto o bioquello,  però senti il calore della gente vera, per capirci.Eppoi c’è il pubblico.Domenicale, curioso, numeroso il giusto, che forse definisce senza tanti sofismi questi vini come “quelli che non fanno venire mal di testa”.I vini fatti bene, dopotutto.

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Nicola Cavallaro ha tirato giù la clér

Nicola Cavallaro

Quando poco più di un mese fa m’ha detto “sai, a fine ottobre chiudo” avevo pensato alla solita cojonàda di quel padovano sempre sorridente in San Cristoforo a Milano, sui navigli.

Quante volte m’aveva accolto con “basta, mollo tutto ed apro un osteria” piuttosto che “ho deciso, faccio una pizzeria come Dio comanda” e tante altre frasi che avevo, nel tempo, imparato ad annotare come semplici sfoghi di un grande appassionato della cucina, di quelli veri.Vivace, passionale, irrequieto, talentuoso, spesso geniale, attivissimo in rete da tempi non sospetti e senza maschere.Che poi quelle minacce le aveva, se vogliamo, messe in pratica:prima l’ABC, Altissima Bassa Cucina, l’aglio&olio simbolico esempio, poi la pizza, ma come la intende lui, lievitata 53478409303 ore con lievito madre, ma anche padre [cit.]

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