Caffé Restaurant Scannabue – Torino

greco aglianico sherry

Devo porre rimedio ad una piccola mancanza:qualche tempo fa, invitato da Vittorio Rusinà, ho trascorso una meravigliosa giornata nella splendida Torino.
Scontata la tipologia dei vini, penserete voi…ed invece no, mattinata dedicata ai vini dell’Irpinia, quelli di Cantina Giardino, bella realtà della mia regione, di cui abbiamo saggiato il minerale ed alcolico Greco Adam 06, per finire con le note di rabarbaro prima e di balsamico poi dell’eccellente Nude 04, aglianico irpino poco classico.
Ci ha ospitato il Caffè restaurant Scannabue.
Largo Saluzzo, dov’è situato il locale, è un posto bellissimo, dal sapore “molto” torinese, ma d’antan, uno di quegli angoli dove la città della Mole mostra il suo vero volto, che è silenzioso, riservato, e per questo di grande fascino.
Lo Scannabue è davvero una sorpresa: cucina chiara, ben ancorata alla tradizione piemontese, senza incertezze.
Selezionate materie prime permettono ad Elisabetta e Paolo, che interagiscono in cucina, di presentare il tonno di coniglio o la tartare di fassona, ottimi gnocchi (dalla giusta consistenza) conditi secondo stagionalità, oppure ottimi brasati “ligi” alla tradizione.
I formaggi meriterebbero citazioni a parte, scelti con maestria tra le liste dei selezionatori delle migliori produzioni stagionate d’alpeggio.
Fiodor, “padrone” della sala, ne ha consigliato l’abbinamento con lo Jerez PX della Bodegas Toro Albalà, davvero azzeccato.
Ma non posso non dedicare due parole al vino, qui declinato in lungo e in largo. Gianluigi (a me, però, ha detto Gigi :) ), sommelier AIS, ha selezionato con cura ed attenzione cantine piemontesi e non, riservando il giusto spazio alle produzioni bio e biodinamiche.
Una visita da non mancare? Beh, credo proprio di sì.

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L’eco nel frigo…

fusilli eco nel frigo

Qualche tempo fa m’aveva divertito un tweet di Sandra Salerno, alias tocco di zenzero, dove era riportata la triste condizione del suo frigo:”talmente vuoto che faceva l’eco”.
Avevo riso, moltissimo, ma quando stamattina mi sono accorto che la situazione del mio frigo era similare, ho riso un po’ meno :(
Una fetta sottile di culatello, una zucchina, un ciuffetto di prezzemolo non bellissimo, un pezzo di pecorino romano, mezza cipolla incellophanata e da usare…nient’altro!
Beh, non avevo scelta, quelli erano gli ingredienti, con quelli dovevo preparare qualcosa.
Padella calda, un filo d’olio evo, la cipolla a fettine sottili.
Dopo qualche minuto aggiungo il culatello a lamelle e faccio andare a fuoco medio.
Elimino la parte centrale della zucchina, la taglio a dadini e la butto in padella. Una cottura breve, 6/7 minuti, che mi piace “consistente”.
Tengo brevi di cottura dei fusilli integrali (vabbè, li avevo Barilla), scolo la pasta, completo la cottura in padella.
Aggiungo a fuoco spento il trito di prezzemolo ed il pecorino grattugiato (poco per la verità).
Porto in tavola aggiungendo altro pecorino.
Non male, v’assicuro.

[foto aifonica, purtroppo]

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