I soliti noti la penseranno facile:”quello lì è di Salerno, vuoi che non parli di un vino che si fa praticamente a casa sua?”
E invece no, tutto nasce per caso a Genova, a giugno scorso, in occasione di Terroirvino.
Passi a salutare l’amico produttore, e lì, di fronte, trovi il mini-stand de Le Vigne di Raito.
Inizi così una chiacchierata spontanea, a parlar di vino direte voi, no, di dinamiche della rete…Sì, del www, quello 2.0. E si va avanti così, per una buona mezz’ora, fin quando altri amici-colleghi-appassionati vengono a trascinarti via…e lì non ci torni più.
E’ ormai sera, ci si incammina verso casa, che appena fuori i Magazzini del Cotone, si materializza Patrizia Malanga, boss dell’azienda affacciata sul golfo di Salerno, che mi riprende e mi omaggia:eh sì, la cazziata ci stava tutta, ma l’essere milanese d’adozione m’aiuta, perchè vengo omaggiato di una boccia in virtù della nostra comune matrice salernitana.
Aglianico e Piedirosso, viti a picco sul mare, di quelle terrazzate, mica facili da lavorare.
Bel colore. Rubino carico abbastanza concentrato.
Il naso non ti prende subito, che appare un po’ monocorde in principio, ma basta poco per scoprire note balsamiche, all’inizio lievi e poi sempre più nette.
Equilibrato e fresco alla beva, ma non scontato, anzi. I tannini sono sì lisci, ma passa del tempo per trovare nel bicchiere una cerasa ben netta accoppiata ad un alcol nervoso, ma non scomposto, che allunga il finale e ne rende intrigante l’assaggio.
Esprime mediterraneità, ricorda la costiera amalfitana. Da bere, insomma.
[foto da flickr]
