Da poche ore (in versione super-beta
) ho dato una nuova veste grafica al mio, scarsissimo, blocco-note digitale.
Passaggio a tre colonne, stile minimal, con personale “adattamento” dei templates di Thematic.
Inutile dire che le cose da fare sono millemila, ma [cit.]
“Il meglio è nemico del bene”…
se pretendi di attendere il risultato perfetto non lo pubblichi mai. dal blog dei cuori solitari al sito della nasa.
Le parole, inutile addirsi, sono del Vate di Borzano, al secolo Stefano Caffarri.
Beh, io c’ho provato, sapevatelo [cit.]
Ah, sono ammessi giudizi
Bruma d’Autunno 2005 – Cascina i Carpini
Timidissima al naso, astringentissima al palato:questo il ritorno all’atmosfera della “bambina” (così ama chiamarla Paolo Carlo Ghislandi, patron di Cascina i Carpini), una barbera (superiore, eh) dei colli tortonesi che davvero merita di essere saggiata.
C’è scritto in retroetichetta che la tiratura è di poco superiore ai 3.000 esemplari e che si tratta di barbera in purezza.
Bisogna attendere un pochino, però, per viverla appieno.
Non impenetrabile il granato che si vede nel bicchiere, con una netta unghia violacea a contornare.
Il naso, piacevole, forse anche troppo, riserva vaniglia, cacao con un bel finale leggermente balsamico.
Al palato l’alcolicità arriva poderosa, accoppiata ad una leggera astringenza, ma l’insieme non disturba, anzi, invita alla beva.
In accompagnamento ad intingoli di carne ne asseconda le linee, ammorbidendosi, raccordandosi.
E’ qui che appare caldo, lungo, persistente.
Già notevole, da invecchiare ancora, di sicuro.