Ed è così, da 20 minuti circa è realtà, siamo tutti seduti ad ascoltare i primi interventi, quello di Gianluca Morino e Monica Pisciella, quello dell’antropologa Lucia Galasso, quello dell’agronomo Roberto Abate, dell’emozionatissima enologa Franca Maria Ratti, di Paul Cattrone produttore che legge il suo speech dall’iPhone.
A breve i vini…
1- Paul Cattrone 2009 USA
Un unghia violacea che lo contraddistingue, una nota vegetale appena lontana, in bocca un fortissimo frutto rosso, come l’amarena del naso.
2 – Cascina Gilli 2007
Più chiaro del precedente, unghia meno pronunciata. Naso appena contrito, con una speziatura solo accennata. In bocca è secco, con tannini ancora marcati.
3 – Muscardini USA 2009
Scarico ma non troppo il colore, sottile il naso, lontane note terrose, intriganti. Bocca elegante, frutto delicato. Leggermente corto.
4 – Cascina Garitina 2007
Scurissimo, impenetrabile, al naso spezie e note verdi appena sussurrate. Bevuta sovrastata dai tannini, con l’alcol che copre troppo.
5 – Boeger USA 2008
Anche qui colore scarico, naso davvero interessante, che dopo le iniziali note terrose vira verso spunti balsamici appena dolci. In bocca trionfa il frutto rosso con l’acidità ben presente. Persistente.
6 – Walter Massa 2006
Colore e naso da grande francese. Scarico, reso ancor più chiaro dall’unghia pronunciata. Naso cangiante, minerale, erbaceo, speziato.
Bocca finissima, contrassegnata dal frutto, ma con acidità e tannini che si sorreggono a vicenda. Da bere
7 – Cooper USA 2008
Molto costruito, ben fatto. Scarico alla vista, frutta, calore, tannini morbidi. Poco entusiasmante.
8 – Iuli 2008
Vedi la materia e la senti, il colore carico ed il naso austero.
Al palato i tannini, pur presenti, non penalizzano, anzi, supportano l’acidità.
9 – Rosa d’oro USA 2007
Il meno americano di tutti, carico, materico, glicerico. Tutto al posto giusto, peccato sia appena corto.
10 – Varaldo 2005
Sorprende in negativo, spento, senza spunti, forse al limite.
Fa l’occhiolino ai grandi piemontesi, è di Barbaresco ed il terroir si sente tutto, ma non convince affatto.
