Paladar

mangiare, bere…ed altro con massimo & dania

Archivio della categoria 'vino e di...vino'

Il web? non é stato ancora inventato…

Data:27 febbraio 2010

image Leggo, senza stupore ormai, che anche quest’anno nessun blogger (et similia) verrà accreditato…ah, no, no, mi sbagliavo…se uplodi il documento attestante la registrazione del sito come testata giornalistica non c’è alcun problema…ahhhh, non avevo capito bene…
Mah, preferisco fare il copiaincolla, anzi, limmaggine, dovessi non aver capito, tante volte, ‘nssissamai…

image 

Quindi niente accrediti per  appunti di Gola, Enoiche Illusioni, Viandante Bevitore, Enofaber’s blog, StudioCru, Vinix, Dissapore, Intravino
Cosa sono? Semplicemente posti dove si parla di wine&food tutti i giorni, ma che non sono registrati (non credo di sbagliare) come testate giornalistiche…eppure ho nominato chi ha promosso, bocciato, segnalato, provato…
Oggi è? Il 46 A.C. ??? Il web non è stato ancora inventato???
Attendo risposte…

Fiano di Avellino 2005 Az. Agr. Ciro Picariello – Summonte (AV)

Data:18 febbraio 2010

picariello Scoprire tempo fa quest’azienda di Summonte(AV) mi ha risvegliato vecchi ricordi, quelli di quando il timido fiano aveva i valori giusti, con la mandorla tostata in primo piano e quella grassezza che ti riempiva la bocca.
Ma queste caratteristiche per poterti colpire hanno bisogno di tempo, non vengon fuori in quattrequattrotto, serve la longevità, da molti ormai sacrificata in favore dell’immediatezza, del pronto consumo.
E qui finalmente parliamo di un prodotto destinato a durare nel tempo, e, imho, a migliorare sempre più, affinando le tipiche caratteristiche dei terreni dove sono coltivate le uve (Summonte per l’alcolicita’ e Montefredane per la spiccata e preponderante mineralita’).
Il processo di vinificazione e’ semplice ed accorto, usufruendo del solo acciaio con una sosta prolungata sulle fecce fini.
All’apertura e’ brillante, limpido e rivela subito al naso note floreali, che virano verso la mandorla tostata per finire poi con note dolciastre, leggermente mielose.
Come m’hanno insegnato gli esperti e’ coerente al palato: e’ sapido, alcolico (13 i gradi), di giusta acidità (come deve essere, insomma), con la chiara impronta della mandorla tostata e la bella apertura verso il miele, qui ancora più netta dell’olfattiva.
Finisce ricco, grasso, persistente.
C’e’ poco da fare, questo qui ha tutte le caratterstiche per finire nel gotha della denominazione…

Posted from iPhone

[foto:Lavinium]

Vini e vinini, Az.Agr. Bini Denny – Grecale 45

Data:7 febbraio 2010

E’ difficile, alla terza puntata dei Lambruschi, trovare spunti per un post, come dire, interessante…
Okkey, si potrebbe raccontare di come i niubbi hanno "digerito" questo primo approccio lambruschista, ma e’ stato gia’ fatto.
Si potrebbe raccontare di come, ancora una volta, i "premiati" non abbiano avuto alcun riscontro positivo, ma e’ stato gia’ fatto.
Ma si puo’ raccontare, prendendo in prestito la definizione dei vinini, di uno dei nuovi assaggi di questa "epocale" degustazione.
Per vinini si intendono quei vini semplici, schietti, bevibili, ma in grado di suscitare emozioni, di essere "intriganti".
Ecco, il lambrusco dell’Az.Agr. Bini Denny, il Grecale 45 rientra a pieno merito in questa categoria.
Sta scritto nella retroetichetta, piu’ o meno, "due filari, 87 ceppi, 475kg d’uva, 400 bottiglie."
Si, appena 400 bottiglie ottenute da solo malbo gentile.
Versato nel bicchiere presenta una spuma violacea, fine e persistente, risultando non particolarmente complesso al naso, con un iniziale nota terrosa, ed una chiara presenza alcolica (12.5 recita in etichetta).
E’ timido, inizialmente, ma dopo pochi minuti, a contatto con il "mondo circostante", rivela sensazioni vegetali che lasciano poi spazio alla ciliegia matura.
E’ coerente alla beva, con il durone annusato in precedenza nuovamente presente. Sorprendono i tannini, si presenti, ma mai scomposti, slabbrati.
Lunga e persistente la chiusura, che rivela piacevoli note speziate finali.
E viene subito voglia di berlo di nuovo, questo piccolo capolavoro…

[la pessima foto e' mia, così ho deciso di rimpicciolirla :) ]
Posted from iPhone

 

Sara Carbone, wine-twitter…

Data:5 febbraio 2010

La sorpresa, ma anche il piacere, e’ quando scopri che e’ cosi’ come appare dai brevi messaggi di testo del socialcoso.
Allegria, gioia, serenita’.
Allegria, dicevo, ma anche disincanto, che il mondo del vino non e’ poi facile affarsi.
Gioia, quando ti racconta di aver deciso, con tutte le difficolta’ del caso, di dare una marcia in piu’, con l’appoggio del fratello, alla vecchia attivita’ familiare.
Serenita’, quella che viene dalla consapevolezza di fare tutto il possibile per i propri vini, utilizzando ogni traguardo raggiunto come un nuovo punto di partenza.
E sembra una chiacchierata tra blogger, al femminile poi, che io, tra Sara e Dania, mi sento quasi fuori posto…
Lo giuro, chiudere la serata con una piacevole cena di impronta locale non era previsto, ma e’ venuto naturale farlo…

Posted from iPhone

stratificazione delle roccequalche bottiglia...e quello che rimane dei famosi taralli

 

Vini naturali a Roma – io ci sono stato

Data:31 gennaio 2010

La verita’ e’ che forse non sarebbe bastata una settimana per conoscerli tutti a fondo:

Ottima giornata Massimo. Livello qualitativo altissimo, produttori molto disponibili, ambiente perfetto.

Fossero tutti così i banchi d’assaggio! :)

Mi piace partire dalle parole dell’amico Jacopo Cossater, per rendere chiara la difficolta’, piacevole, che si e’ presentata.
Un problema d’abbondanza, direbbe, contento, l’allenatore del pallone, una tragedia diciamo noi, che tanti tutt’insieme non li troviamo tuttigiorni.
E cosi’, dopo la “dovuta” visita a Camillo Donati, via con La Biancara e la sua garganega in purezza, il Sassaia, per fermarci poi da Croci ed il suo colli piacentini.
Procediamo a vista, anche perche’ la ressa e’ tanta, ed orientarsi nel dedalo di sale del Vaticano albergo pure.
E’ la grande disponibilita’ dei produttori a creare il “problema”:tu sei li’ e vorresti provarli tutti, ma ad ogni tua piccola domanda, il viso dell’interlocutore di turno s’illumina e tu ricevi una sequela di info che non avresti mai pensato di avere…
L’unica tappa francese delude inaspettatamente, purtroppo.
Il Petraea di Raymond Boulard, champagne da pinot nero, pinot meunier e chardonnay non colpisce, ed andiamo ancora sotto le aspettative con il bianco da viogner e roussanne del Domain Romaneaux-Destezet.
Beh, li’, forse sbagliando, non torneremo per i rossi…
E’ davvero lunga la lista delle ottime “cose” degustate: Klinec, lo sloveno tanto caro a Vittorio Rusina’, ci esalta con le sue produzioni estreme e ci diverte rispondendo alla richiesta di un rosso con la frase:”portare rosso in Italia e’ come portare legna in bosco” :)
Ma potrei dire che Picariello, di cui conoscevo l’ottimo fiano, ci sorprende con un aglianico in acciaio, che il Barolo di Rinaldi necessiterebbe di assoluto silenzio, che Tenuta Grillo si conferma con la sua produzione sui due fronti, quello irpino e quello piemontese, con vini che hanno solo bisogno di tempo, che Radikon e’ una vera garanzia, che il brunello di Campi di Fonterenza e’ sempre piu’ buono, che Vodopivec e la sua vitovska carsica e’, per me, la scoperta di turno, e che, infine, Le Coste, che gioca in casa, ha finito il bianco e che i rossi sono ancora “in fieri”.
Alla fine scopri che hai saltato Oasi degli Angeli, Arianna Occhipinti, Ar.Pe.Pe, La Stoppa, Zidarich, Cappellano, Paraschos, cosi’ giusto per citarne alcuni…
Ma vado via con un pensiero:dopo la cotarellizzazione, assisteremo alla gravnerizzazione o alla radikonizzazione forzata?
Mi spiego, il fenomeno non e’ piu’ di nicchia, i produttori “del genere” aumentano sempre di piu’, il pubblico che li segue aumenta altrettanto, spinto da una crescente passione (o spinta esterna?) per il naturale, il “comeraunavolta”…ma siamo sicuri che si stia andando tutti dalla parte giusta?

Posted from iPhone




  • Pubblicità su questo blog

  • ultimi commenti

  • ultimi posts

  • sul pensile in cucina…

  • divisi per categorie

  • divisi per mese

  • utilità


  • Paladar e' basato sulla piattaforma di blogging WordPress.

    Tema Simplicity realizzato da Davide Falanga.

    XHTML valido | CSS valido