Primi mesi del 2026.
Un imprecisata location del nord Italia tra Modena e Reggio Emilia, tenuta segreta fino all’ultimo momento, chè sfuggire ai fans è diventata una necessità imperante…
Mille impegni ormai, #Barbera21, #Schioppettino19, #Greco15, #Schiava11, #Aglianico17, giusto per citarne alcuni.
Eppure ci sono tutti, per nessun motivo al mondo nessuno di loro mancherebbe all’ennesima edizione del format che li ha resi famosi.
Ormai questo manipolo di enostrippati governa il mondo del vino:il produttore di turno twitta la richiesta in DM (eh sì, nessuna telefonata, si organizza soltanto tramite social) e dopo una serie di veloci pigolii si definisce la data.
Si verifica la bontà del prodotto, ormai enologi e produttori attendono l’ok prima d’iniziare a commercializzare.
Questa volta tocca a nomi noti, da milioni di bottiglie, che hanno ormai riconvertito i loro impianti; nel frattempo, in America attendono con impazienza la prima rifermentazione naturale da 50 milioni di bottiglie, ma è stato già spiegato loro che occorre tempo…
Dopo i convenevoli sono tutti seduti, si avvicina il momento topico.
Vedo Stefano Caffarri, un uomo che se descrive un vino in più di 80 (ottanta) caratteri usa flagellarsi camminando con le ginocchia sui ceci, di Colfiorito, sia chiaro.
I miei occhi seguono i movimenti di Lucia Barzanò, bionica per necessità (4 degustazioni al giorno), che armeggia con l’ultima creatura di Steve Jobs, un videotelebookpcservermacchinadelcaffè azionabile con la sola forza del pensiero.
Come spesso accade è al mio fianco Jacopo Cossater, che dopo aver predisposto la sua stazione lunare sul tavolo (ha da poco aggiunto una reflex d’ultima generazione, che scatta, corregge e condivide sui social), sta arrotando gli aggettivi per poter battere Stefano Caffarri in brevità.
E’ vero, manca Dan Lerner, assente, pare, per motivi religiosi, ma è in contatto videotelefonico con il figlio, a cui, chiaramente, consiglia le migliori inquadrature per le foto.
Sempre con la barbadafare Andrea Bezzecchi, che discute animatamente con Vittorio Rusinà (per il web 1.0 tirebouchon) di alcune aziende da 20/30 bottiglie che producono tazzelenghe in purezza.
E’ rientrato nel gruppo, dopo lunga e polemica assenza, anche Alessandro Setti, finalmente contento che l’autoclave sia stata bandita tramite un discusso Decreto Legge. (Ma girano voci maliziose sul fatto che provi una gioia infinita per aver visto interrompere un noioso predominio interista nel calcio)
Ah, e poi ci sono io, Massimo D’Alma, indegnamente presente sin da #lambruschi1 (quando i vini li abbiamo comprati) e perennemente in ritardo sulla tabella di marcia.Questa volta sembra un incubo, sono arrivato davvero per il rotto della cuffia, abbandonato anche dall’auto e costretto a proseguire a piedi.
Mah, quasiquasi approfitto della copertura dei campioni per riposarmi sul divano qualche minuto…ah, Dania mi chiama…si comincia? Eh, come dici? Mi ero addormentato sul divano con la tele accesa?
Diamine, devo aver bevuto troppo lambic a cena…
Ci sono anche:
- 25 gennaio 2010 Ma che bella giornata…
- 14 giugno 2011 Terroir Vino 2011 a scatti (pochi)
- 4 ottobre 2010 I Vini d’Italia 2011 de L’espresso su iPhone

8 Commenti
tazzelenghe in purezza è impossibile. spunta la volatile: ci vuole un saldo di mskhali, o almeno di rkatsiteli, rari vitigni autoctoni caucasici dell’Armenia occidentale.
Hai dimenticato tutti gli amici che come me erano collegati in mondo-conferenza streaming a fare congetture?
ah ah ah ah
Speriamo inventino presto questo benedetto #teletrasporto !!
Ciao,
Paolo
Beh, se il #teletrasporto dovesse diventare realtà rischieremmo di avere problemi con gli spazi (e con il vino
)
Ehi, benvenuto su queste insulse paginette
buahhahahaha
in quel tempo avranno sicuramente inventato qualcosa che mi taglia la barba di notte, tipo i robottini che girano per i giardini ultimamente
bez
bellooooo!!
)
Caf, ma io pensavo ad areni, kakhet, o saperavi e nerkarat, che sono rossi armeni…
Ciao Chiara, è solo un gioco…
Bez, mi sa che con i tempi che hai il robottino ti serve
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[...] massivi, è cosa complessa e che necessita di tempo. Due giorni fa, su queste pagine, ho voluto scherzare, estremizzando fantasiosamente il concetto base di queste divulgo-degustazioni, ma il canovaccio da [...]