Tra un corso (eh sì, di nuovo sui banchi di scuola alla mia età) ed un mattone della nuova casa sono riuscito anche a scrivere qualcosa…
All’ennesima degustazione naturale in poco tempo…beh, credo che la curiosità possa avere il sopravvento…
Sia chiaro, te la sei programmata tutta, produttore per produttore, ma alla fine di una immane cavalcata hai bypassato (volutamente, in fin dei conti) gente come Cappellano, Trinchero, Cascina Delle Rose, il “litigato” San Fereolo, così, giusto per fare due nomi che ti eri segnato…
Poi, però, rifletti e ti dici “vabbè, però, Rinaldi celo, Vodopivec celo, Croci celo, La Stoppa celo, Campi di Fonterenza celo, Le Coste celo, forse ho fatto bene a virare altrove…”
Eh sì, un po’ come con l’album Panini, provi a collezionare, nel poco tempo che hai in meno di mezza giornata, le sensazioni che ti possono regalare le figurine nuove, anche perchè la prima delle vecchie non fa altro che confermarti quanto avevi già visto in precedenza:Il Petraea di Raymond Boulard, champagne da pinot nero, pinot meunier e chardonnay non colpisce neanche questa volta, così come esageratamente dolcioni appaiono i due Blanc de Blancs presenti, brut ed extra-brut.
Tentare di spiegare perchè scatta la molla della curiosità è davvero difficile:ti trovi in quella porzione della bella sala dove senti solo idiomi stranieri, ti viene alla mente Klinec (qui assente) che hai conosciuto a Roma, i suoi vini possenti, estremi all’estremo, ma godibilissimi.
Ed è così che parte “la visita”:fai la conoscenza dei prodotti di Vina Krapež (12.000 bottiglie), partendo dall’autoctono zelen, a cui la vendemmia in ottobre conferisce un’aromaticità fuori dal comune, passando ad uno spiazzante sauvignon, le cui note marcate di caramello sono ancora ben presenti nella mia testa, per finire con una grande interpretazione del merlot ‘06, ovvero due anni e ½ di legno e non sentirli…
Mezzo metro più in là c’è Batič (50.000 bottiglie): il suo rosè, da cabernet sauvignon, è sorprendente, con note marine al naso ed una boccata caramellosa non stucchevole, anzi appagante, lunga.
Anche i bianchi sorprendono, dalle note erbacee dello Zaria al cuoio che ti riempie nel Bonissimus, due blend abbastanza complessi.
Finiamo con il Merlot, da macerazione sulle bucce, mancoadirlo, ma che perde il confronto con il vicino.
Da lì a Mlečnik (12.000 bottiglie) è ormai un continuum: l’oro della ribolla (2006), delicata al naso e lunghissima al palato, la stratosferica profondità del Sauvignonasse (Tokai Friulano ante 2004), le note marcate di pepe nero del merlot 2005.
E arriviamo a Vina Čotar (30.000 bottiglie):la malvazija ha i caratteri del rosso, il sauvignon (2005) una freschezza senza pari, il blend 2006 di malvazija e vitovska lascia senza fiato.
A chiudere il Černa (nero in sloveno), che piacerebbe a molti lambruschisti…
Una pausa risulta necessaria, viste anche le info sempre più frammentarie che riesco a raccogliere. Diamine, è faticosa quest’attività ![]()
Ma dopo una breve boccata d’aria bisogna riprendere, dopotutto le 18 sono vicine…
Movia (120.000 bottiglie). Beh, ne potrei parlare per ore, preferisco ricordare l’ottimo Puro rosè 2002, da pinot nero 100%, sur lie davvero eccellente. (si può leggere qui alla voce in cantina per capirne di più)
Peccato che lo spazio di Slavcek, vicino di Movia, sia prima affollatissimo e poi improvvisamente vuoto…vabbè, sarà per la prossima volta!
Da lì fino alla fine in giro per gli stand tra Oasi degli Angeli (Kurni, ecchè senno’?), Emidio Pepe (Cerasuolo, che il resto era finito) , Tenuta Grillo (tornasole 04, puro merlot in solo acciaio) ed Il Tufiello (don chisciotte, chiaramente), Haderburg (su tutti l’opalescente Sylvaner 09), per finire, davvero all’ultimo istante, con l’acino d’uva surmaturo del Moscato di Clai Bijele Zemlje, Croazia.
Ah, oscar dell’antipatia a Princic, o meglio, a chi lo rappresentava:credo di aver disturbato, visto che avevo interrotto l’allegra chiacchiera con giovani ospiti dal medesimo idioma, ottenendo solo qualche vago suono gutturale in risposta alle mie semplici domande…
Nel complesso manifestazione ben organizzata, con notevole livello qualitativo.
Vini che presentano meno i difetti di un tempo, anche se alcune estremizzazioni restano sempre estreme, pregiudicandone, alcune volte, la bevibilità.
Però questo tipo di offerta, che anni fa rappresentava una piccola nicchia del mercato è in evidente crescita, viste le facce felici dei produttori presenti quando si pronunciava la parola compratori. ![]()
E’ davvero tutto…
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2 Commenti
Insomma, un mondo da scoprire: grazie per i molti utili suggerimenti. L’impressione, proprio come sottolinea il post, è che si stia assistendo ad un’evoluzione. Da una materia per iniziati a scelte condivise da molti consumatori, anche sul piano del gusto …
Si, davvero un mondo da scoprire e quello sloveno mi sembra davvero più “avanti”
Ah, benvenuto su queste “insulse” paginette