La verità è che amo profondamente il rosato, e sapere che il bravo Luigi Maffini aveva dal 2006 iniziato la produzione utilizzando uve aglianico mi aveva molto incuriosito.
La curiosità era aumentata quando questa interpretazione del vitigno caro a Gaetano Cappelli mi era sembrata negata (non c’è traccia sul sito del produttore).
Quello che versi nel bicchiere ti appare come un liquido semi trasparente, che, sinceramente, non invoglia particolarmente…
Anche al naso non hai belle impressioni, è piatto, con l’alcool in evidenza (13,5°) e null’altro.
Bisogna attendere più di 1 ora per ricavare qualche indicazione, ma non si va oltre una leggera nota minerale, che è davvero poca cosa rispetto alle aspettative.
Sarà la gioventù, ma anche la bevuta non intriga particolarmente:minima l’acidità, rapida la sparizione dal palato.
Per avere qualche riscontro bisogna attendere, perchè, a temperatura ambiente, evolve e migliora: si fa spazio una seppur minima grassezza e al naso viene fuori qualche lieve nota speziata.
Niente da fare, non si tratta di rosato, ma di aglianico…in rosa.
Ci sono anche:
- 16 luglio 2008 Fabbrica dei Sapori Battipaglia (SA) – La grande notte del rosato
- 9 giugno 2009 Meglio così???
- 5 febbraio 2010 Sara Carbone, wine-twitter…
2 Commenti
Siceramente l’ho bevuto a tavola e in degustazione più di una volta e invece ne ho avute ottime impressioni sia al naso che in bocca e il colore lo definirei un bel cipolla. L’aglianico sia nel Vulture che in Campania può dare risultati molto interessanti vinificato in rosa. La temperatura di servizio non troppo bassa è effettivamente importante.
Che piacere averti qui
Mah, me ne avevano parlato tutti bene e con l’ultimo viaggio a Salerno ne ho prese 2 bottiglie. Purtroppo tutte e due sono risultate così, senz’infamia e senza lode…
Che peccato non aver trovato il Getis di Gigi Reale…