Fiano di Avellino 2005 Az. Agr. Ciro Picariello – Summonte (AV)

18 febbraio 2010
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picariello Scoprire tempo fa quest’azienda di Summonte(AV) mi ha risvegliato vecchi ricordi, quelli di quando il timido fiano aveva i valori giusti, con la mandorla e la nocciola tostata in primo piano e quella grassezza che ti riempiva la bocca.
Ma queste caratteristiche per poterti colpire hanno bisogno di tempo, non vengon fuori in quattrequattrotto, serve la longevità, da molti ormai sacrificata in favore dell’immediatezza, del pronto consumo.
E qui finalmente parliamo di un prodotto destinato a durare nel tempo, e, imho, a migliorare sempre più, affinando le tipiche caratteristiche dei terreni dove sono coltivate le uve (nota bene: questo 2005 nasce solo da uve di Summonte, ma i millesimi successivi saranno diversi, blend da uve provenienti da Summonte, che si caratterizzano maggiormente per l’alcolicita’, e da Montefredane, rilevanti soprattutto per mineralita’).
Il processo di vinificazione e’ semplice ed accorto, usufruendo del solo acciaio con una sosta prolungata sulle fecce fini.
All’apertura e’ brillante, limpido e rivela subito al naso note floreali, che virano verso la mandorla tostata per finire poi con note dolciastre, leggermente mielose.
Come m’hanno insegnato gli esperti e’ coerente al palato: e’ sapido, alcolico (13 i gradi), di giusta acidità (come deve essere, insomma), con la chiara impronta della mandorla tostata e la bella apertura verso il miele, qui ancora più netta dell’olfattiva.
Finisce ricco, grasso, persistente.
C’e’ poco da fare, questo qui ha tutte le caratterstiche per finire nel gotha della denominazione…

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[foto:Lavinium]

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3 commenti a Fiano di Avellino 2005 Az. Agr. Ciro Picariello – Summonte (AV)

  1. Maurizio Cortese on 22 febbraio 2010 at 22:39

    In sintesi un ottimo vino. Il fiano, caro Massimo, è un grande vitigno, fra i grandi in Italia.

  2. Massimo D'Alma on 23 febbraio 2010 at 14:44

    Grandissimo vitigno, Maurizio, senza alcun dubbio. Ho odiato spesso chi, tra i produttori, ce lo ha fatto conoscere per poi virare verso scelte più commerciali, favorendo, come ho già detto, l’immediatezza a scapito della profondità.
    Il “vero” fiano è quello in acciaio, imho, e va atteso nel tempo affinchè esprima tutte le sue grandissime potenzialità.

  3. stella on 3 marzo 2010 at 15:19

    La straordinarietà di questo fiano deriva dal fatto che il suo produttore,Ciro Picariello,PARLA alle sue PIANTE e anche se spesso mormora le allieta con i suoi discorsi………..
    Il tutto è poi curato con dedizione e passionalità da Rita,la vera anima dell aziend Picariello,dedita non solo al vigneto ma anche ad una agricoltura rigorosamente biologica…..

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