Quando l’occasione fa, come si dice, l’uomo ladro…anche se qui non si parla di alcun furto…
L’occasione? Chiudere il decennio con una cena da Nicola Cavallaro.
Lo spunto? L’ha fornito tirebouchon, al secolo Vittorio Rusinà, che grazie al socialcoso (twitter, intendo), mi ha fatto notare come nel database enoico del locale sui navigli milanesi a San Cristoforo fossero presenti molte chicche, tra cui, a suo dire, spiccava una stella da non perdere: il millesimo 2002 del Kerner di Aci Urbajs, che si fregia del marchio demeter ed aderisce al capitolato produttivo di autoregolamentazione “Triple A”.
Scopro poi che il buon Vittorio, in tempi non sospetti, aveva già manifestato questa sua grande passione inserendo, in un personalissimo elenco, al numero 9 delle “Dieci cose da fare col cibo prima di morire” questo breve assunto:
Bere tutte le Vendemmie Tardive (Chardonnay,Pinot Gris e Kerner) di Urbajs Aci a casa loro a Sentjur nell’Est della Slovenia.
Insomma, m’aveva convinto…e così ho fatto…
La bottiglia è bellissima, decorata dalla stupenda etichetta che vedete, ed è subito spiazzante: solo ½ litro di prezioso nettare, cosa che mi mette in totale ambasce: diamine, ci dovesse piacere particolarmente, basterà? Vendemmia tardiva, dicevo, con naso molto complesso: appena versato una vera esplosione floreale che in breve lascia il campo alla frutta matura, per virare, man mano che aumenta la temperatura, verso note ancora più dolci.
Anche l’assaggio è molto complesso: timidissimo al primo sorso, l’incontro con l’atmosfera circostante fa sì che vengano fuori sensazioni davvero strane, particolari, dolci ed acide allo stesso tempo, così come quando si addenta l’acino d’uva (nun so se me sono capito).
Ed anche qui il progressivo aumento della temperatura nel bicchiere fa risaltare la vendemmia tardiva, le uve maturissime, mettendo in luce note dolcissime fino al miele, che riempiono la bocca e restano lì per tanto tempo.
Emozionante davvero, null’altro da dire.
25 gennaio 2010 17:43
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