Eh sì, lo posso dire forte:”questo sconosciuto”… Quando via Twitter ho ricevuto l’invito a partecipare a questa degustazione di alcuni produttori di lambrusco, la domanda che mi è stata posta (anzi ci, visto che era invitata anche Dania) era quale fosse il livello di conoscenza del prodotto: nulla è stata la risposta, praticamente zero…
Infatti era forte la nostra curiosità nel cercare di saperne di più: in Campania vini “similari” come il Lettere e/o Gragnano sono prodotti senza grande attenzione e soprattutto senza particolari sforzi “interpretativi” tanto da risultare spesso uniformi ed anonimi.
Ecco, aldilà di ogni valutazione, che comunque abbiamo fatto e che riporterò di seguito, ci ha soprattutto colpito la grande passione che tra Modenese, Reggiano, Mantovano e Parmense muove i produttori di questo vitigno, una specie di “spirito nazionale” (il vitigno innanzitutto!) che unito ad un grande spirito competitivo, regala un valore aggiunto a questa piacevole bevuta, rendendola così mai scontata, ovvia, stereotipata.
Un grande grazie a Patatone de La grande abbuffata per la splendida e meticolosa organizzazione, e altrettanto riconoscenti a Massimo Barbolini di un bicchiere al giorno, ma soprattutto titolare dell’Enoteca 67 a Carpi dove si è svolta la degustazione.
(Per comodità riporto le nostre note sotto ogni produttore in elenco, ma tengo a precisare che la degustazione si è svolta completamente alla cieca)
1- Lambrusco Emilia IGT “Stopai”, Tirelli
dolce, abbastanza tipico
2- Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, Saetti 2008
colore carico, no solfiti
3- Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Pederzana 2008
classico, semisecco, sentori di terra, entrata e finale dolci e persistenti, tannico nel mezzo
4- Lambrusco Spumante Brut, Lusvardi
dolce, tannico, naso non convincente
5- Lambrusco di Sorbara DOC Leclisse, Paltrinieri 2008
colore leggermente scarico, frutta al naso, di forte acidità
6- Lambrusco Emilia IGT, Camillo Donati 2008
alcolico, lungo e persistente, con forti frutti rossi, qualche difetto al naso non ben identificato
7- Emilia IGT “Rosso di rosso”, Le Barbaterre 2007
ko, la delusione della serata, difetti al naso ed evidente retrogusto “di medicinale”, forse la bottiglia poco felice, da riprovare
8- Vino da tavola “Cinquecampi rosso”, Cinque Campi 2007
secco, asciutto, potente, persistente, prugna sempre in evidenza, quasi non lambrusco
9- Lambrusco di Sorbara DOC “Rifermentazione ancestrale”, Bellei 2007
il nostro oscar: nè filtrato nè chiarificato, colore scarico, frutto cristallino, forse poco lambrusco
Ecco, queste le nostre brevi note, rese forse ancora più incomplete da un piccolo contrattempo che ci ha fatto leggermente tardare all’appuntamento…
Ma tant’è, è in arrivo lambruschi 2…
Ah, qui leggete le note dell’amico Jacopo Cossater di enoiche illusioni
[foto di Andrea Bezzecchi, le altre le trovate qui ]
6 novembre 2009 01:33
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