Al Vinitaly di quest’anno ho avuto modo di conoscere personalmente Gianpaolo Paglia e di assaggiare, credo, una delle prime bottiglie di Bucce, uvaggio Ansonica 100%.(l’inzolia siciliana)
Premetto che sono del parere che è sempre strano notare come un
vino non filtrato e non chiarificato è ritenuto, parimenti, o come uno sfoggio di tecnica oppure come un tentativo di recuperare vecchie tradizioni tipiche.
Credo, invece, che GpP, da sempre legato ai vitigni autoctoni, in questo caso volesse verificare la possibilità di ulteriori sviluppi per l’Ansonica.
Ma veniamo a noi: di aspetto,logicamente, quasi velato si presenta nel bicchiere con un giallo paglierino con decisi riflessi dorati.
Profumi netti, ben definiti, con iniziali sentori di frutta gialla e di erba tagliata.
All’assaggio iniziale presenta una buona alcolicità ma colpisce l’astringenza sul palato derivante dall’abbondante presenza del tannino, ma è poi caldo, morbido, con una discreta vena sapida, minerale.
Alla fine risulta di beva facile, con un finale ammandorlato ed una discreta persistenza.
Sicuramente un vino da vedere in prospettiva futura, non lunghissima, per verificare eventuali progressi con l’invecchiamento.
A noi è piaciuto in abbinamento con salumi pregiati.
25 ottobre 2009 16:38
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