Dico Quarto, tu che rispondi? Ovvio, Garibaldi…
E se ti faccio capire che non c’hai azzeccato per niente?
Scommetto che il cervello parte per costruire trame complesse, del tipo: “quello che non sale sul podio”, arriva quarto appunto, che non è vincente…
E sono sicuro che poi pensi al Sud, in special modo alla tanto bistrattata Campania, che quando va bene, non va mai oltre la medaglia di legno…
Ma poi ti dico la parola ristorante e tu mi guardi…
Ti dico Campi Flegrei e ci capisci ancora di meno…
Poi, per confonderti ancora di più, ti dico che i tuoi pensieri non sono del tutto fuori luogo…
Eh sì, perché da un po’ di tempo c’è una Campania che vince, almeno nella ristorazione, e la riprova di ciò la puoi trovare anche lungo l’antica Via Consolare Campana, l’attuale Via Campana, al “quarto miglio” da Pozzuoli, origine del toponimo Quarto, l’antico borgo romano divenuto città solo negli anni ‘50.
Cucina in cui trovi sostanza, tradizione, semplicità, innovazione, come quando affondi la forchetta nella stratificazione di fresella.
Lì, sulla classica base “biscotto” napoletana, ritrovi, battuti con il coltello, il pomodoro, le olive verdi, la cipolla, il fiordilatte ed il mai abusato tonno rosso (siciliano). Bello a vedersi (quasi un peccato romperlo), ancora più buono a mangiarsi.
Apprezzi la semplicità delle buone materie prime: le calamarelle cotte delicatamente e imbottite di una ricotta da urlo, il tutto “appoggiato” su una passata di pomodoro (eccellente, rotonda, di acidità nulla, mai invadente) impreziosita da gocce di pesto, dove, finalmente, il basilico non rilascia quell’odioso aroma mentolato…
E che dire delle fettucce (ottima la cottura del prodotto di Gerardo Di Nola) con baccalà, noci, mozzarella di bufala e battuto di prezzemolo:baccalà morbido, sfoglioso, sapido q.b., a creare un gioco di consistenze sapientemente raccordato tra croccante, morbido e grasso ripuliti nel finale dal battuto di prezzemolo…
La tradizione? La leggerissima tempura dei filetti di baccalà accompagnata dal sugo di pomodoro come da manuale dell’antica cucina napoletana…
I dolci, invece, meriterebbero un post a parte: secondo la migliore tradizione napoletana sono ricchi, ben eseguiti e strizzano anche un occhio all’attualità.
La ricotta coniugata con le pere ed arricchita dalla presenza della nocciola di Giffoni, la crostatina meringata al cioccolato fondente contrappuntata dalla confettura d’arancia, la panna cotta esaltata dal gazpacho d’anguria profumato al basilico, il cremoso al caffè rifinito con uno zabaione alla liquirizia…
E poi c’è altro, come il benvenuto dello chef composto da un nudo di ricotta su passata di friarielli oppure l’aspic di pesche alla gelatina di prosecco d’asprinio di Aversa servito come pre-dessert.
Tutto questo, e non solo, è Sud ristorante di Marianna Vitale e Pino Esposito, un uomo solo, ma non al comando…
E’ aperto da poco più di 4 mesi, ma sembra rodato come se fosse lì da anni, tanto è sicura la linea di cucina (tutta al femminile, altro che quote rosa).
Lei proviene dalle cucine e dalla scuola di Lino Scarallo chef di Palazzo Petrucci, ma è brava di suo, così tanto da ricordarmi il primo Nico Romito del Reale di Rivisondoli, punto in comune la ricerca sulla tradizione, dalle materie prime, ai piatti tipici fino alla loro “ripresentazione”, il tutto con un rigore ed un senso della misura trovati davvero poche volte in giro.
Ma tutto è miglioribile (crasi tra migliorabile e perfettibile):lo spaghettone Gerardo di Nola alla maniera di Nerano, stupendamente descritto da Stefano Caffarri su Dissapore, non convince.
La manteca della caciotta risulta eccessivamente sapida, la granella di peperoncino pare troppo invadente, il risultato finale è: alici non pervenute.
Il pane, comunque un grande sforzo home-made, non esalta:le varie farciture danno aroma ad un prodotto piuttosto neutro al naso e che risulta alla vista privo di alveolature, da sempre indice di una corretta sequenza di panificazione.
Ma non si può dimenticare la bella cantina, non profondissima ma piena di proposte interessanti, con ricarichi da film in HD su Sky
(da lacrimuccia, insomma)
E come definire il menù degustazione di 6 piatti (a scelta dalla carta ma vincolanti l’intero tavolo) a soli 35 europei??
Attenti, da Quarto ne vedremo delle belle!!
Sud Ristorante
Via Santi Pietro e Paolo,8
Quarto NA
081/0202708
solo la sera, domenica a pranzo, chiuso il lunedì
Ci sono anche:
- 25 gennaio 2010 Ma che bella giornata…
- 18 maggio 2010 #Lambroosky96…
- 3 maggio 2010 San Patrignano, Squisito, Blog Cafè, 24minuti…

Beh, se a me dici Quarto, io penso a Pozzuoli e ai Campi Flegrei….
Non conoscevo Sud, è da quando ho letto l’articolo su dissapore che penso di andarci alla prossima discesa
ti dò una notizia: eri al mio stesso medesimo tavolo.
E ciò non ostante io ho trovato immensi gli spaghetti e non convincenti le tagliatelle… cos’è, il bello della diretta?
(però che meravigliosa sorpresa, vero, questa Casa?)
@lydia
Sai, la cosa “quartica” voleva essere urbi et orbi
Non mancare la visita a Sud alla tua prossima discesa, t’assicuro è mano destinata a diventare famosa…
@Stefano Caffarri
ti do una notizia anch’io: mi era stato segretamente confessato…
Beh, per quel che riguarda le divergenze tra i piatti credo proprio di sì:trattasi del bello della diretta!!
Casa meravigliosa e sorprendente…c’è mancato poco che facessimo il bis ieri sera…e sì che parliamo di 70 km circa da casa mia…
Devo dirti una cosa sugli spaghettoni:sono cresciuto, nelle mie scorribande barcarole estive, con il classico piatto neranese:lì, e Cortese te lo avrà spiegato, la forza era data proprio dalla manteca, cosa che rendeva inutile qualunque aggiunta ulteriore.
Ecco, le alici (buonissime) le trovo una personalizzazione inutile.
Avvolte, IMHO, la tradizione è meglio non toccarla…
Non ne sapevo niente, perciò grazie per la dritta. Lo proverò senz’altro.
L’acciuga nello spaghetto alla Nerano la vedo un po’ incongrua pure io, ma per il resto sono molto curiosa.
@giovanna
Beh, dobbiamo ringraziare Caffari & Cortese della scoperta.
Ma aldilà di tutto (acciughe e non), ne vale davvero la pena.
Saluti
Fermi tutti! Ragazzi, prima di parlare a sproposito degli spaghetti con le zucchine dovete andare a scuola per almeno un decennio a “Lo scoglio” poi dopo potrete anche andare al “Sud” per poter comprendere appieno il “perchè”
)
Beh, però permettimi
, non credo di parlare a sproposito…
Quelli che mangiavo (ahimè) a Nerano erano diversi, basati su una zucchina brasata (e sicuramente fritta) con abbondante formaggio (misto) e basilico…
Beh, a me piacevano quelli e non credo debbano essere toccati.
Nel senso che qualunque aggiunta mi sembra superflua.
Semmai qui si nota una mano (e la materia prima) differente, che tende ad alleggerire il tutto ed a creare dei contrasti (leggi “piccante”).
Purtroppo in tutto ciò le alici, permettimi, non le ho proprio notate, per questo le definisco inutili.
A prescindere, benvenuto su queste pagine!
Grazie, chiaramente il mio intervento era scherzoso
Giuste le tue riflessioni, da approfondire…
Beh, scherzare sullo spaghetto con le zucchine
Comunque,il modo per approfondire ci sarebbe, mettiamole a confronto…
Chessò, si potrebbe organizzare da Sud…e ora non scherzo…perchè mi sembra una buona idea…
non devi fare altro che spedire una mail
bene
Maurizio Cortese, avevo 5 anni quando mangiavo gli spaghetti da Pappone, perchè per me lo scoglio rimarrà sempre “Pappone”. Ora ne ho 32 in più, a te i dovuti calcoli…
Vabbè giovanissima lydia(in fondo ne hai solo …entasette), Maurizio scherzava soltanto
Anch’io scherzavo!!!! non sulla mia età, però
)
Mi avvicino paurosamente ai …anta
Ma no che, come dice Dania, anche a 40 sei sempre negli enta…quarenta en espanol
Dania è una grande!!!
[...] nostra cena da Sud ristorante ha fatto il resto… Lì abbiamo gustato un’inusuale ed ardito accostamento tra [...]
COMPLIMENTI A MARIANNA PER TUTTO QUELLO CHE SA FARE NE VALE LA PENA RITORNARCI BRAVAAAAAAAAAAAAAAAAAAA