Abbiamo iniziato ad assaggiare…tasting panel di Poggio Argentiera – Guazza 2008

Beh, dopo aver lungamente atteso, è arrivato il nostro turno…
Alcuni giorni fa è arrivato l’eccezionale imballo con le sei bottiglie inviateci da Poggio Argentiera
Gianpaolo Paglia, vulcanico producer maremmano, nel corso dell’estate 2008 ha partorito, primo in Italia, questa brillante iniziativa.
Iniziativa che tende a produrre quello che viene chiamato viral marketing, un’evoluzione del passaparola, da cui differisce per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.
Ma bando alle ciance ed ai complimenti, veniamo ai fatti:

CONTENUTO DELL’IMBALLO:

  • Guazza 2008, Ansonica e Vermentino
  • Principio 2008, Ciliegiolo 100%
  • Maremmante 2008, Alicante e Syrah
  • Bellamarsilia 2007, Morellino di Scansano DOCG
  • Finisterre 2005, Syrah, Alicante
  • Bucce 2007, Ansonica 100%

Si tratta di due bianchi e quattro rossi, che ho elencato secondo lo schema mentale che ci eravamo prefissati: partiamo dal bianco facile, immediato e passiamo poi ai rossi base, per finire con i più impegnativi, lasciando il “fuoriserie” Bucce per ultimo.
Che dire, lo schema l’abbiamo seguito, ma l’impresa si è rivelata più ardua del previsto…anche i vini cosiddetti base, hanno presentato qualche, per fortuna, positiva asperità.
Partiamo dal primo assaggio, il Guazza 2008, blend di ansonica (l’inzolia guazza siciliana) e vermentino.
Ligi alle indicazioni di Gianpaolo, non scendiamo particolarmente con la temperatura e lo apriamo per gustarlo con delle alici cotte semplicemente con olio, aglio e prezzemolo.
Alla vista si presenta di colore paglierino scarico,  mentre immediati al naso si presentano i sentori di pesca bianca, con qualche nota erbacea che non riusciamo ad identificare.
In bocca è semplice e complesso allo stesso tempo. Equilibrato, colpisce subito per l’alcolicità corretta, tanto da far dimenticare i 13°.
Semmai non si presenta particolarmente sapido, ma è di bella freschezza, con un netto ritorno della pesca già avvertita al naso.
Un vino già pronto, ma che merita un assaggio ulteriore più avanti.
Ah, l’assaggio del giorno dopo è stata un’autentica sorpresa, i profumi di pesca sono diventati più netti ed al palato è apparso più rotondo e persistente.

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2 Commenti

  1. gianpaolo
    Pubblicato 10 giugno 2009 alle 17:43 | Link Permanente

    Sei stato veramente bravo perche’ fino ad ora sei l’unico che ha capito come fare: post sul tuo blog, e aggiunta commento con il link al post sul mio blog! Super.

  2. Pubblicato 10 giugno 2009 alle 18:43 | Link Permanente

    Troppo buono!!! :-)

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