Ti capiterà di sicuro, a te food-blogger, di sentirti dire – ma che usciamo a fare…veniamo da te, che stiamo meglio… – eh, sì, quando hai seminato bene…è difficile lasciare le mura di casa…che poi sotto sotto provi un sottile piacere nello “sfamare” i tuoi amici, è piacevole vivere le sensazioni che provano i bruciapadelle professionisti quando propongono ai clienti le loro idee…
Ma ti può capitare di tornare a casa all’ultimo momento, o peggio, di non avere materie prime in frigo…e a quel punto la lampadina ti si deve accendere per forza…
Trovi in un angolo del freezer ¼ di kg. di ciuffi di calamaretti, quelli piccolissimi per capirci, originari dei nostri mari, attentamente trasportati in borsa-frigo nel ritorno dal viaggio di Natale.
Triti finissimo uno scalogno e lo metti in padella con il tuo olio migliore ed un po’ d’acqua, così che cuocia e non bruci.
Tuffi i calamaretti, che nel frattempo avrai scongelato, mantenendo il fuoco non troppo alto, in modo che il calore non li aggredisca, lasciandoli giustamente morbidi.
In questo periodo eviti i pomodori freschi come eviteresti un tuffo in mare, quindi t’affidi ai pelati “Terra, Amore e Fantasia” di Sabatino Abagnale in S.Antonio Abate, che con il disco largo del passaverdure rendi purea dalla corretta consistenza che va ad unirsi ai calamaretti, aggiustando leggermente di sale.
In abbondante acqua salata “caliamo” le trecce della Cooperativa Pastai Gragnanesi, che reggono benissimo anche 12 min di cottura, per poi finire nel ragù almeno 2/3 minuti. Abbondante prezzemolo tritato fresco, e portiamo in tavola con un calice del trebbiano Vigne Nuove di Valle Reale, grande espressione del bere bene a piccolo prezzo.
Anche stavolta è andata, tutti contenti…
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2 Commenti
Che bello sentir dire “caliamo”, quando lo dico mi prendono tutti in giro…
Belle queste trecce, non le avevo mai viste in giro e bello anche questo ragù
Sai, anche a Mi non rinuncio alla mia “lingua”…
Se vai sul sito (nuovissimo)della Cooperativa Pastai Gragnanesi trovi “caliamo” alla voce in cucina…