E dato che ci piacque ne diciamo un po’…
Tanto per cambiare…in ritardo arriviamo in ritardo…
Entriamo timidi, timidi…e senza alcuno strumento digitale…- ci siamo detti - dai, è la prima volta che andiamo… ecchècavolo devono pensare… al massimo se ne fanno un paio con il telefonino!
E’ martedì sera, per alcuni non proprio la migliore sera per uscire, non per noi…
Solo un tavolo occupato da una taciturna coppia.
Bene, pensiamo, di sicuro non avremo problemi, infatti…
Scende giù bene il prosecco gentilmente offerto, mentre degustiamo le sfiziose sfoglie croccanti di pane e di parmigiano, e, tra mille indecisioni scegliamo i piatti dal menù… – antipasto? nooo, poi non mangio il dolce, ya tu sabes – mi ricorda Dania…
Nell’attesa vogliate gradire… carino (e ‘bbono) il benvenuto del grande (in tutti i sensi) Andrea Alfieri, un piccolo assaggio estratto dalla variazione di bollito: sandwich di testina di vitello con pistacchi servita su pane nero con composta di cipolle rosse, ben eseguito, forse un po’ troppa composta in accompagnamento…
Ok, non potevo farne a meno di prenderlo:spaghetti Latini “Senatore Cappelli” con vongole, calamaretti e broccoletti leggermente piccanti, la cui mantecatura è già mito, caratterizzati dal sapido delle vongole e da quella punta finale di piccante. Gusti nel mezzo broccoli mai invadenti e calamari cotti il giusto…
Dania l’altra sera era di “terra”: sceglie i ravioli di cappone e castagne con il suo consommè e fegato grasso d’oca, morbido e saporito ripieno esaltato dal ristretto e dall’estrema grassezza del fegato…
Piatti complessi (il secondo più del primo), che trovano anche noi d’accordo con Fabrizio & Maricler, “Bisogna seguire alla lettera l’idea dello chef, e pescare il tutto insieme. Così il piatto funziona”
Ci piace la mano in cucina, ci piacciono le idee, semmai le porzioni spaventano un pochino…
Fuori i secondi, disse qualcuno, ma non credo si riferisse a questi: per me baccalà cotto sott’olio con le sue trippette alla milanese, morbidissimo filetto del nordico merluzzo che si sfoglia ch’è un piacere grazie alla particolare cottura, accompagnato dalla più classica delle trippe con fagioli, trippa sì, ma di baccalà.
Enorme nelle dimensioni la coppa di maialino da latte ai grani di senape con verza stufata alla birra, morbidissima e ben raccordata dalla senape alla verza in accompagnamento, che sgrassa il palato e prepara al boccone successivo.
Una piccola pausa, per le note dolenti: i pani, tutti homemade, per carità, ma soltanto quello con i fichi merita la nostra attenzione, gli altri non brillano nè per fragranza nè per gusto, si salvano solo i grissini grazie allo spunto del sesamo.
Il vino, e qui mea culpa, il Fiano di Mila Vuolo 2006, l’astro nascente delle colline salernitane, l’alter ego di Silvia Imparato. Resta lì, è timido, piatto, profumi praticamente assenti. Peccato, ha buona struttura alcolica, ma non brilla dall’inizio alla fine.
Piccolo guizzo della cucina, un pre dessert niente male : un sorbetto all’arancia, delicato e gustoso al tempo stesso, che ripulisce il palato e lo prepara ai dolci.
Già i dolci, semplicemente monumentali: Crostata di mele caramellate con panna semi montata e gelato al rosmarino, porzione mega, bella l’idea delle mele, ma il gelato al rosmarino è stupefacente, l’autentica sorpresa della serata.
Anche il dolce di Dania non è da meno: la crema…in 4 versioni, nel piatto rettangolare e trasparente in bella mostra una crema gianduia, una crema catalana, una crema fritta (la meno convincente delle 4), un classico bignè ripieno di crema.
Ci piace il caffè, servito con ottima piccola pasticceria.
La soddisfazione globale è più che buona, tant’è che la sottrazione di 133 europei [SC©] ci sembra più che corretta.(da segnalare un menù degustazione da 5 portate a 55 europei)
Che dire, Andrea, coadiuvato da Roberta in cucina, da Samantha in sala e nella vita, formano un bel trio…è un po’ casa il raccolto locale dalle luci morbide, da dove esci con buone impressioni di cucina. La mano c’è, la passione pure, e tanta. Te ne accorgi grazie alla lunga, informale chiacchierata che ci tiene lì fino all’una e trenta…
’Azz!! s’è fatto tardi e il giorno dopo si lavora…
Sempione42
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23 gennaio 2009 23:51
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