Paladar

mangiare, bere…ed altro con massimo & dania

Tramp’s Pub – Salerno

Data:21 maggio 2008 21:06

Non amo parlare degli amici, perchè credo che si finisca sempre con l’essere un po’ di parte.
Ma in questo caso sono arcisicuro di non avere problemi.
Salerno, città di mare dove è davvero difficile mangiare del buon pesce…
Paradossale? Purtroppo no.
Da un po’ tempo siamo tutti frettolosi, meno attenti, e gran parte dei locali delle mie zone ne hanno approfittato per trarre vantaggio…
I migliori locali presentano normalissimo pesce d’allevamento, gli altri neanche quello…
Al Tramp’s Pub, no, questo discorso non vale.

Non esiste menu, non esiste lista dei vini (neanche minima, e questa è una pecca).
Il locale è animato e caratterizzato da Antonio Piombino, anima pensante ed operativa che si divide tra la sua attività di ricerca di prodotti (in vendita presso l’adiacente spaccio alimentare ma anche proposti in trattoria) ed il pesce delle paranze del pomeriggio.
Ci si basa sul pescato, dalle alici in poi…E’ per questo che non troverete mai un menu, è il banco del pesce presente all’ingresso a dettare legge, passando poi per le abili mani dell’istrionico Benito Siano, da anni cuoco del locale, sempre lodato dai clienti, ma sempre “cazziato” dal patron che gli ricorda che quella materia prima andrebbe trattata meglio…
Alcune volte, in momenti di particolare confusione, Tonino ha ragione di lamentarsi, ma il più delle volte tende ad esagerare….
L’ultima volta ci siamo stati in occasione del mio compleanno, durante la nostra breve vacanza in aprile.
Antipasti misti che partono dalle alici marinate home made, alici fritte imbottite di provola, spiedini fritti di cozze salernitane, per finire alle uova di seppia fritte (quelle chiamate anche zizze di seppia).
Poi gli affettati: tonno e spada affumicati, non altro.
Per chiudere gli antipasti, alcuni prodotti della terra: un assaggio di parmigiana di melanzane, patate in tortiera e per finire bufala aversana di taglia aversana ossia da 500 gr.(detta simpaticamente ‘a capa ‘e criaturo, la testa del bambino)
I primi piatti: calamarata con fagioli e vongole, quelle piccole, saporite, salernitane insomma, e spaghetti di gragnano con sugo di calamaretti, ma quelli piccolissimi detti cap’ ‘e chiuov’ (teste di spillo/chiodo) con il loro nero.
I secondi: sono triglie, mormore (da noi i marm’) ed orate tutti cotti brevemente alla piastra.
I dolci sono quelli di Pantaleone, storica pasticceria di Salerno, scazzetta, un pan di spagna con crema e fragoline di bosco ricoperta da una glassa alle fragoline(un giorno ne dovrò parlare) , babà e millefoglie.
Beviamo della coda di volpe SERRA DOCILE 2004 della Cantina del Taburno che fa molta barrique, è giallo dorato ed è molto minerale.

Ah, eravamo in 4, il conto è 160€ tutto compreso.
Che dire, descritto così, tutto quello che abbiamo mangiato potrebbe risultare ordinario, ma non lo è.
A parte il pescato, che meriterebbe un post a parte (da citare i gamberi, che quando presenti sono quelli senz ‘a medicina, praticamente senza il bagnetto che impedisce loro di scurirsi, come orgogliosamente ripete Antonio Piombino)
La pasta è quella della “Cooperativa Pastai Gragnanesi”, i pomodorini sono quelli di Franco Russo, azienda agricola di Albanella (SA), praticamente introvabili. L’olio è quello de “Le Cesine”, azienda del beneventano che lavora solo olive della varietà ortice, la mozzarella è di solito quella di “Masseria Lupata” di Paestum, ma altre volte è capitato di vedersi proporre prodotti (top secret) della Piana del Sele o dell’Aversano.
Il locale poi merita per la sua particolare architettura; affettuosamente noi lo chiamiamo ‘o portone, perchè parte del locale è ricavata dall’ingresso di questa palazzina che risale all’anteguerra.
Dopo l’ultimo restyling, nella sala interna campeggiano alle pareti foto della Salerno vecchia in una cornice di legno e retroilluminate.
Appesi al soffitto, in bella mostra, un vecchio giogo di buoi e un’antica lanterna.
Nella toilette foto retroiluminate che hanno come soggetto le donnine nude dei primi del ‘900. Che altro dire…andateci se vi capita di passare da Salerno…

Tramp’s Pub
via Posidonia, 291
Salerno
089751678 – 089755333

9 persone hanno scritto al post.

  1. maricler il giorno 21 maggio 2008 22:10 ha scritto:

    dai, non conoscevo… la prossima gita al sud includerà anche loro… thanks!

  2. bucanero il giorno 21 maggio 2008 22:31 ha scritto:

    …eh, credo che sia una tappa necessaria…Quest’estate, dato che saremo in vacanza a casa, abbiamo programmato con Laura e Massimo un week end appositamente per andare lì…

  3. marcella candido cianchetti il giorno 6 luglio 2008 07:44 ha scritto:

    anche questo ristorante và conservato, si è vero a salerno trovare il pesce è l’ago nel pagliaio ciao

  4. antonio abate il giorno 20 novembre 2008 10:56 ha scritto:

    cari massimo e dania,
    proprio l’altra sera sono stato da toni al tramp’s pub, dopo mesi, e ti assicuro che la qualità è sempre la stessa: elevata
    il buon benito mi ha fatto mangiare uno spaghetto con le vongole che ancora me lo sogno la notte!! senza contare tutto il resto, a cominciare dai “soliti” strepitosi antipasti coronati dalla “bomba bianca” (la mozzarella da mezzo chilo)!!
    slurp, solo a parlarne mi viene già l’acquolina in bocca!!
    saludos amigos :) ))

  5. bucanero il giorno 20 novembre 2008 11:18 ha scritto:

    Pensa che noi aspettiamo con ansia il ritorno a casa per natale…tornare da tonino è uno dei motivi che generano impazienza…

  6. Osteria “Dedicato a mio padre” - Salerno | Paladar il giorno 28 gennaio 2009 16:24 ha scritto:

    [...] fabbrica”, o meglio di famiglia…è innanzitutto il fratello di Antonio Piombino, titolare del Tramp’s Pub, ed è, opinione di tanti che lo conoscono, uno dei personaggi più innovativi presenti in città, [...]

  7. giancarlo Mogavero il giorno 23 giugno 2009 18:56 ha scritto:

    Sono alcuni mesi che manco da Salerno,oltre alla vista della mia citta’ natale e da carissimi amici che vedo sempre con grandissimo piacere,una delle cose che mi attrae di piu’sono le cene da tonino piombino.Il vero pesce fresco lo mangi solo da lui,la professionalita’del superlativo cuoco Benito e la qualita’del pesce sono da sballo…a prestissimo

  8. francesco il giorno 21 febbraio 2010 10:34 ha scritto:

    Una sola piccola puntualizzazione: la mozzarella di paestum non è aversana. Sono entrambe mozzarelle di bufala campana ma ci sono delle sottili differenze.
    Comunque ottima (e condivisibilissima) recensione, complimenti! :)

  9. Massimo D'Alma il giorno 21 febbraio 2010 22:24 ha scritto:

    Ehh, vecchi scritti, pieni d’entusiasmo :)
    Provvederò a correggere per chiarire meglio il concetto:
    chiaramente l’Aversana non è di Paestum, ma nei caseifici della Piana del Sele viene chiamato così il “taglio” da ½ kg.
    Comunque, a volte, è successo che vi fosse dell’ottima Aversana, nel vero senso della parola ;)
    Grazie per i complimenti, è davvero difficile rendere l’idea di un ristorante così “sui generis”

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