…un omaggio al maestro…

1 aprile 2008
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L’occasione era troppo ghiotta…in tutti i sensi…esce in edicola alla fine di febbraio il numero di marzo del Gambero Rosso, da anni il mio mensile culinario e non solo…in allegato una piccola chicca…l’inserto delle ricette pasquali, che va oltre ogni immaginazione…non è la solita raccolta di ricette, belle, buone e a volte complesse, ma è, per citare testualmente il GR: “…un originale itinerario gastronomico pasquale per le vie di Roma impreziosito dalle pennellate culinarie di Fulvio Pierangelini.


Ebbene sì, invece dell’inserto/catalogo, a volte un po’ freddo, il Maestro, fotografato sapientemente da Sigrid Verbert, alias il cavoletto di bruxelles, gira per Roma alla ricerca di spunti per il pranzo pasquale, e non solo.
La semplicità, filo conduttore di tutto l’inserto, unita alle notevoli materie prime scelte sapientemente da Pierangelini, rendono l’inserto coinvolgente ed affascinante, meritevole certamente di un approfondimento editoriale da parte del GR…ma questa è un’altra storia…
La mattina della domenica di Pasqua in poco tempo ho elaborato…ed anche rielaborato…l’interpretazione della colazione pasquale offerta da Fulvio Pierangelini.
Questi gli ingredienti per 2 persone:

120 gr. circa di pasta per pizza
2 uova fresche medio/grandi
1 tuorlo d’uovo
5/6 scaglie di ricotta marzotica (l’ingrediente aggiunto, gentile omaggio pasquale di un caro amico direttamente dal suo caseificio privato)
burro
olio evo
sale e pepe
due scodelle da latte

Ho imburrato le scodelle da latte passando anche sul bordo esterno, ho rotto un uovo in ciascuna di esse, li ho salati e pepati, ho aggiunto alcune scaglie di ricotta marzotica.
Ho steso sottilmente la pasta da pizza, ottenendo due pezzi per coprire le scodelle, facendo aderire la pasta lungo il bordo.
Ho spennellato con il tuorlo diluito con un po’ d’olio la supeficie della pasta ed ho passato le scodelle in forno a 200° per 5 minuti.
Ok, la schifezza di forno che mi ritrovo non mi ha permesso di ottenere lo stesso risultato di Pierangelini, l’uovo si è rassodato un po’ troppo, ed il bordo della pasta (non ricoperto dall’uovo) non era perfettamente cotto…
Ma basta guardare la pagina dell’inserto e confrontarla con il video (da alcuni giorni sul sito del GR) per capire che anche il Maestro qualche piccola prova deve averla fatta…
Il gusto, in compenso, era eccellente…ah, ho accompagnato con un buon salame acquistato in Piemonte presso la Coop. produttori di Costigliole d’Asti ed un ½ bicchiere di barbera d’Asti…

beh, se la fai, la colazione pasquale devi farla per bene…

P.S.: per chi non lo sapesse la ricotta marzotica è una ricotta di pecora stagionata, ottenuta dalla termocoagulazione del siero riveniente, per lo più, dalla lavorazione del Canestrato Pugliese Dop con aggiunta di piccole quantità di latte di pecora. Deve il suo nome al periodo in cui avveniva prevalentemente la sua produzione (marzo-aprile), quando l’abbondanza di latte consigliava ai pastori di avviare alla stagionatura parte della produzione di ricotta fresca che si produceva giornalmente.

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