Una vecchia visita al Papavero di Eboli

Visitato a cena il 19/02/04

Partiamo dallo stupore nel trovare in guida GR un locale a poca distanza da Salerno(e con che votazione!!); nel mio piccolo vedo che il "famigerato" Reale di Rivisondoli ha lo stesso punteggio; ragiono e mi dico: " Se è stato detto male(o quasi) di un locale abbastanza collaudato e che m’è piaciuto, e benissimo di uno che ha appena aperto…qui qualcosa non quadra…", la soluzione è facile, il mio "socio" di avventure eno-gastro mi dà l’O.K., alle 18.30 prenoto, alle 20.30 si parte ed in mezz’ora siamo lì.
Dopo qualche momento di difficoltà per localizzarlo (sappiate che il Municipio di Eboli è quasi da tutt’altra parte), arriviamo in loco.
Due sale bianche, minimali, la prima con grande tavolo e cucina a vista, la seconda con tavoli…e basta, se si esclude il bel ripiano a vista con i vini.
Tragedia delle tragedie, ci imbattiamo in una tavolata chiassosa di 12 persone(poverini quei due che occupano l’altro tavolo), le cui voci erano amplificate dalla struttura della seconda sala del locale…piccola riunione nel bel bagno (come a scuola) e ci diciamo: “qui cominciamo male…”


Con prontezza il maitre Francesco ci consiglia di cambiare sala (visto che ciò era possibile) e cambia subito le scomodissime sedie create dall’architetto con altre più convenzionali.
La scelta si rivela risolutiva; dal nostro posto possiamo ammirare attraverso il grande vetro l’intera brigata di cucina al lavoro, e buona parte delle materie prime utilizzate.
Passo subito ai “numeri”: più che lista dei vini si può parlare di piccolo elenco, comunque ben fatto. Scegliamo un Fiano di Rotolo, Valentina 2001; piccolo problema: raffreddata di botto diventa imbevibile, pazienza, aspetteremo un poco.
Antipasto di cuori di carciofo ripieni di gamberetti, buono, delicato, due grandi materie prime: quasi un peccato unirle.
Primo piatto: chiediamo due assaggi, lasagnetta aperta con broccoli e calamaretti e fusilli con alici.
Gentilmente ci dicono che la lasagnetta ci arriverà in porzione intera, e devo dire che l’omaggio alla fine risulta più che gradito: stupenda, bilanciatissima nel sapore, verdure croccanti al punto giusto, grande l’olio.
Ottimo il fusillo, eccellenti le alici, freschissime, non eccezionale l’insieme.( mi verrà spiegato in seguito della prova con il dentice)
Ah, dimenticavo , nel frattempo il vino è diventato O.K.
Altro gentile omaggio, ci fanno assaggiare una zuppa di ceci neri pugliesi e julienne di calamaretti crudi( piatto nuovo ancora in prova) , buono, ma ancora da affinare(spezie troppo in evidenza).
Secondo piatto: un sontuoso e ripeto sontuoso involtino di pesce bandiera in salsa di agrumi con verdurine croccantissime, spazzolato in un men che non si dica.
Per finire io prendo un buon dolce alla ricotta con cialde e grattugiata di scorza d’arancio, cioccolato e salsa di mandorle, il mio amico un’ottimo tortino al papavero.
Chiudiamo con Moscato d’Asti…per la verità più d’uno, anche questi gentilmente offerti. Totale 85€!!!! (Super prezzo davvero)
Già durante il dolce fa capolino lo chef Mimmo Vicinanza, giovane, anzi molto giovane; realizziamo di esserci conosciuti per una sua precedente esperienza in un locale della movida salernitana( ed anche Francesco ci confessa di averci conosciuto in una delle sue precedenti esperienze lavorative nella costiera cilentana), e da lì partiamo per una lunga analisi che parte dalla “tristezza” della gastronomia di Salerno e provincia, parliamo delle materie prime utilizzate e della loro eccezionale freschezza, della scelta di privilegiare il pesce azzurro (poco amato perché poco conosciuto), della clientela che cresce giorno dopo giorno, dei continui test per le nuove proposte culinarie e di quelli per migliorare i piatti già esistenti(vedi fagottino di pesce bandiera, modificato da soli 7gg).
Della voglia di fare il pane in casa, del prossimo acquisto di un piccolo “pezzo” di terra per coltivare direttamente le loro verdure, della necessità dice il responsabile di sala Francesco, di completare la lista dei vini… Insomma, intravedo grande voglia di migliorare, di completarsi, di mettersi in discussione, da arrivare ad essere invitati per assaggiare nuove proposte fuori carta…
Beh, che dire, il mio amico ed io siamo rimasti contenti di tutto l’assieme, io da parte mia non posso che confermare quanto detto da altri, addetti ai lavori e non(…mio conterraneo, mi sembra…) Il 74 sul GR è più che meritato…forse anche un po’ strettino…com’era quella canzone??? “siamo piccoli ma cresceremo”…

Il Papavero
Corso Garibaldi 112 Eboli – (SA)
Tel. 0828 33.06.89

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