E’ difficile, alla terza puntata dei Lambruschi, trovare spunti per un post, come dire, interessante…
Okkey, si potrebbe raccontare di come i niubbi hanno “digerito” questo primo approccio lambruschista, ma e’ stato gia’ fatto.
Si potrebbe raccontare di come, ancora una volta, i “premiati” non abbiano avuto alcun riscontro positivo, ma e’ stato gia’ fatto.
Ma si puo’ raccontare, prendendo in prestito la definizione dei vinini, di uno dei nuovi assaggi di questa “epocale” degustazione.
Per vinini si intendono quei vini semplici, schietti, bevibili, ma in grado di suscitare emozioni, di essere “intriganti”.
Ecco, il lambrusco dell’Az.Agr. Bini Denny, il Grecale 45 rientra a pieno merito in questa categoria.
Sta scritto nella retroetichetta, piu’ o meno, “due filari, 87 ceppi, 475kg d’uva, 400 bottiglie.”
Si, appena 400 bottiglie ottenute da solo malbo gentile.
Versato nel bicchiere presenta una spuma violacea, fine e persistente, risultando non particolarmente complesso al naso, con un iniziale nota terrosa, ed una chiara presenza alcolica (12.5 recita in etichetta).
E’ timido, inizialmente, ma dopo pochi minuti, a contatto con il “mondo circostante”, rivela sensazioni vegetali che lasciano poi spazio alla ciliegia matura.
E’ coerente alla beva, con il durone annusato in precedenza nuovamente presente. Sorprendono i tannini, si presenti, ma mai scomposti, slabbrati.
Lunga e persistente la chiusura, che rivela piacevoli note speziate finali.
E viene subito voglia di berlo di nuovo, questo piccolo capolavoro…
[la pessima foto e' mia]
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7 febbraio 2010 13:50
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